giovedì 12 luglio 2018

29/06/18 Diario COMICO di una trasferta di lavoro, con poco lavoro...

E venne il giorno...

Come soleva dire un famoso regista.
Torneo europeo di calcio aziendale, è giunto il momento di partire.
Quest'anno il torneo si svolgerà a Tallinn, Estonia, ridente paese a nord protetto da Lettonia, Russia e Finlandia, abbracciato dal Mar Baltico. Fine lezione di geografia. E con fine intendo di spessore e che si è già conclusa. Ah che bello l'italiano...
Coloro i quali dovessero per caso leggere queste righe, probabilmente solo Google, devono sapere che ogni anno il torneo si terrà nella nazione che ha vinto l'edizione precedente, ecco spiegato il motivo per cui la nostra metà è così esoticamente lontana.
Dicevo, venne il giorno, il 29 giugno del 2018, che prendemmo armi e bagagli e...e...e quasi non partivo.
Madonna saetta, all'imbarco bagagli mi sono ritrovato ad essere il Balrog dinnanzi a Gandalf, perchè il povero Balrog aveva una carta d'identità che sembrava una cartina rollata e fumata, non che scocciata alla bel e meglio, dandole una parvenza di serietà. Non pervenuta dalla sagace impiegata della simpatica Austrian Airlines, che ha convocato Saruman per avvallare il mio imbarco. Saruman minaccia anche papabili multe e incubi notturni accompagnati da polluzioni per la mia mancanza burocratica, paventando futuri incerti sul mio rientro domenicale.
Con molta umiltà e sangue freddo riesco a gestire la situazione e il mio bagaglio prende la strada del culo del velivolo, mentre io torno vittorioso dalla compagnia.
Il viaggio è noioso e tranquillo quindi spenderò solo un periodo per dire che siamo arrivati in orario.
Ad attenderci un pullman messo a disposizione per portarci in hotel, l'organizzazione estone non fa acqua da nessuna parte, ammetto che è stato tutto organizzato coi controcazzi!
In Hotel veniamo accolti da tre dee dei balcani, che ci ragguagliano sulle solite cose durante i check in, ma in questo caso ci offrono anche un carnet di sei bevute pagate dalla ditta!!! Nel frattempo sono riuscito ad innamorarmi già una dozzina di volte.
Raggiunta la camera mi sovviene un dubbio, è una suit... Che cazzo ci faccio in una suit? E con sauna annessa nel bagno? bagno che è un salotto??Calma.
a risposta arriva con i miei tre compagni di stanza, la stanza ospita due letti soltanto, impiego un nanosecondo a capire che il divano può diventare un comodo giaciglio, ma manca sempre un letto.
Torno dalle dee, che nel frattempo si sono smazzate 300 anime per accomodarle nelle rispettive stanze, e chiedo aiuto alla più bona delle tre, che gentile gentile mi conforta con la rassicurazione di far arrivare un letto e rispettivi accessori, ringrazio e torno su a comunicare la notizia ai compari.
In camera mi sacrifico volentieri per usufruire del divano, che avevo notato molto più comodo e largo dei letti. I coinquilini ringraziano ed io ringrazio loro!
Al ritrovo delle squadre italiane, mi separo garbatamente per cercare del nutrimento vegano, che trovo insospettabilmente dentro al centro commerciale che è attaccato all'albergo e con attaccato intendo che il centro commerciale ha un ingresso nella hall. Figata.
Trovo una specie di Bistrot tutto verde, con richiami al passato che offre il ben di Odino per i poveri avventori portatori di handicap di commestibilità. Felafel, pita, hummus, un vero paradiso per me.
Finito di divorare una pita con felafel e insalata, torno in camera per lavarmi i denti.
Scendo per iniziare la mia avventura in solitaria per la città, quando un acquazzone si rovescia a terra con una certa violenza, così cerco un negozio di ombrelli, perchè il furbone ha dimenticato a casa quello e la giacca a vento. Non ne trovo.
Così passando davanti alle tre dee noto un ombrello sotto il tavolo, lo chiedo in prestito e con il loro solito sorriso da headshot me lo porgono. Così felice e soddisfatto mi incammino per le strade di quella che ricorderò negli anni a venire un magico villaggio abitato da così tante dee che il pantheon greco e romano può accompagnare solo.
La serata si conclude con una cena con gli altri. Sarebbe una serata anonima se un acuto genio del male non ci consiglia di uscire... Usciamo alla spiccilolata. Veniamo raggiunti da Einstein che ci suggerisce di accelerare il passo e disperderci. Non ha pagato il conto. NON HA PAGATO IL CONTO!
Ma porca di quella zoccola, avrebbe pagato la ditta. Non ho parole. Anzi ne ho ancora ma le userò per il prossimo aggiornamento.



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